Ozonoterapia

L’OZONOTERAPIA nasce in Germania e, dopo vari anni di utilizzazione in svariati campi della medicina, e’ approdata in Italia e qui ha avuto un’ampia diffusione dopo che e’ stata constatata la sua grande efficacia nella patologia discale vertebrale (Verga). Non e’ errato dire che oggi essa e’ la meno cruenta e nel contempo la piu’ efficace terapia nelle ernie discali sia esse cervicali che dorsali che lombari ma molti pazienti non lo sanno e non vengono informati di questo dai medici curanti.

L’OZONO, alle concentrazioni (7-30microgr./ml) e dosi usate (la miscela O2-O3 e’ inferiore a 20cc per iniezione), e’ scevro di pericoli e dotato invece di grandi proprieta’ curative. Esso e’ una sostanza semplice e naturale: potremo definirlo l’antibiotico delle piante. Dal punto di vista chimico e’ semplicemente una molecola costituita da 3 atomi di ossigeno invece che dei due atomi di cui normalmente e’ costituita la molecola di ossigeno.

Storia

L’Ozono fu scoperto nel 1840 dallo scienziato tedesco Christian Friedrich Schonbein, lo stesso che scopri’ il “guncotton”. Nel 1857 Kleinmann, basandosi su apparecchiature ideate da Werner von Siemens, costrui’ la prima macchina per produrre artificialmente ozono, con cui furono effettuate insufflazioni mucose di ozono. Un successivo impulso all’uso dell’ozono in Medicina fu dato da Erwin Payr, un chirurgo austriaco e da E.A. Fisch, un dentista. Dai medici tedeschi fu notato che le ferite dei soldati ricoverati in un ospedale da campo posto vicino ad una centrale elettrica guarivano prima e fu visto che cio’ era dovuto ad una grande quantita’ di ozono nell’aria. Il problema pero’ esistente agli albori della ozonoterapia era di trovare un materiale, resistente all’ossidazione dell’ozono, in modo da poterlo usare, dopo prodotto, per le varie applicazioni mediche. Il Dr Knox penso’ allora di usare l’olio di oliva ozonizzato (c’e’ molta affinita’ tra olio di oliva e ozono!). Un definitivo impulso all’Ozonoterapia, come si intende oggi, fu dato da Joachim Hansler e Hans Wolff.

I medici tedeschi, pero’, avevano sempre privilegiato l’effetto disinfettante dell’ozono e l’effetto reologico (sulle turbe circolatorie). Fu un ortopedico italiano, il Dr Cesare Verga che per primo uso’ l’ozono nella patologia discale vertebrale.

             

                                    INDICAZIONI GENERALI ALL’USO DELL’

OSSIGENO OZONO TERAPIA

Tale metodica , ormai consolidata da anni di esperienza clinico-scientifica e diffusa in numerosi paesi, consente in una elevata percentuale di casi di risolvere o perlomeno di migliorare, con notevoli benefici personali e sociali, numerose patologie, altrimenti fortemente invalidanti.

Patologie in cui è indicata l’ossigeno-ozonoterapia

– ortopedia, reumatologia e traumatologia: artrosi e artriti comprese le artriti reumatoide e psoriasica , tendiniti (epicondiliti, epitrocleiti …), sindrome del tunnel carpale, discopatie sia cervicali che lombari (cervicobrachialgie, lombosciatalgie )

Le applicazioni di ossigeno-ozono sono assolutamente innocue e prive di effetti collaterali (si tratta di ossigeno e quindi non si può neanche essere allergici ) e non presentano, in linea di massima, controindicazioni (è medicina naturale)

Azioni dell’ossigeno-ozono

L’ossigeno-ozono terapia è una tecnica dolce che sfrutta le potenzialità dell’ozono, combinato con l’ossigeno, di stimolare e aumentare i meccanismi di protezione nei confronti della produzione di radicali liberi (determinandone la riduzione) e di sostanze tossiche per le cellule. Il tutto utilizzando una miscela composta per il 99.99997% da ossigeno e dal 0,00003%  da ozono, gas simile all’ossigeno ma molto più potente e attivo di quest’ultimo.

Attiva la circolazione in tutti i tessuti  favorendo il rilascio dell’ossigeno agli stessi svolgendo così diverse azioni: analgesica, antinfiammatoria, antivirale, antibatterica , antimicotica, immunomodulante, stimolando la rigenerazione dei tessuti stessi.

Trattamento dell’ernia discale (cervicale, dorsale, lombare)

Questo metodo rappresenta un validissimo approccio al problema dell’ernia discale, risolvendone in modo biologicamente e biomeccanicamente ottimale tutti gli aspetti. Consiste nell’inoculazione di una miscela d’Ossigeno – Ozono medicale, in concentrazione e quantità ben determinata, nel tessuto muscolare delle docce paravertebrali (è in pratica un’iniezione intramuscolare).

Vi è un’azione diretta sulla superficie del disco all’interno del canale rachideo: dato che il contorno discale è ricco di doppi legami di Zolfo, l’Ozono agisce disgregando tali legami e quindi “lisciando” dall’esterno la parte protrusa o fuoriuscita.

Si crea una rivascolarizzazione peridiscale: ciò riporta a “nuova vita” il disco, che è ossigenato e nutrito direttamente per via ematica e non solo per perfusione. Questo spiega la scomparsa dei vacuoli gassosi degenerativi all’interno del disco, riscontrata spesso dopo il trattamento e spiega anche perché l’effetto terapeutico sia permanente. Le recidive sono, infatti, molto inferiori alla comparsa nella popolazione “sana” dello stesso fenomeno patologico.

Azione cicatrizzante già nota dell’Ozono che agisce sulla lesione discale.

Le potenzialità della miscela O2-O3 nel migliorare la perfusione ematica capillare e l’ossigenazione dei tessuti sono note da tempo. Questa sua qualità è determinante nell’attenuare la sofferenza ischemica e l’edema radicolare.

La reazione autoimmune che si viene a creare tra il nucleo polposo e la radice nervosa viene efficacemente neutralizzata dall’ozono che ha comprovate capacità di regolazione del sistema immunitario.

Fondamentale è l’azione dell’Ozono sulla ripolarizzazione della membrana cellulare, che determina la restitutio ad integrum della funzione cellulare e quindi tissutale. Si ottimizza, così, non solo la componente discale, ma tutti i tessuti che circondano la lesione.

Possiamo perciò elencare le principali caratteristiche di questo trattamento:

  1. Innocuità assoluta (si tratta di Ossigeno e quindi non si può neanche essere allergici)
  2. Mancanza di controindicazioni
  3. Nessuna limitazione nelle indicazioni
  4. Altissima percentuale delle guarigioni che oltrepassano il 90% dei casi
  5. Nessuna necessità di riposo (anzi, il movimento agevola la guarigione)
  6. Nessuna necessità di presidi ortopedici (collari, busti, corsetti o altro)
  7. Recidive veramente basse: la percentuale è di un quarto rispetto all’incidenza dei CDR     (Conflitto Disco Radicolare) nella popolazione.